Otranto

La cittadina di Otranto si erge su un golfo naturale, in passato porto di pescatori e oggi frequentato dagli yacht. La città è racchiusa tra le sue mura di cinta e di notevole importanza storica e militare è il suo Castello, edificato sotto la dominazione Aragonese e teatro della presa dei Turchi, nel tardo Quattrocento. Otranto infatti nel 1480 fu occupata dai Saraceni che massacrarono gli 800 abitanti, poiché non vollero convertirsi alla religione islamica. Le reliquie di questi martiri sono custodite nella Cappella dei Martiri nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata: per questo motivo questo edificio è testimonianza del valore della cristianità. La cattedrale è un esempio di romanico pugliese e conosciuto in tutto il mondo è il suo pavimento mosaicato eseguito del sacerdote artista Pantaleone (1163-1165), monaco del centro culturale greco-bizantino del Monastero di San Nicola di Casole. Il mosaico rappresenta il libro dell’universo e il tessellatum racconta con un linguaggio allegorico-simbolico l’Incarnazione, la Redenzione e la Risurrezione.

Nei pressi della cattedrale sorge la più antica chiesa idruntina, di origine bizantina a croce greca, con meravigliosi affreschi all’interno: la Chiesetta di San Pietro. Una leggenda narra che la chiesa sia legata al passaggio di San Pietro da Otranto, in viaggio verso Roma. La decorazione parietale originale raffigura le scene dell’Ultima Cena e la Lavanda dei piedi.

 

Proseguendo verso sud, il tratto di costa è selvaggio e numerosi sono i siti d’interesse: Torre del Serpe, torre di avvistamento al centro di numerose leggende, il laghetto della Cava di Bauxite, con i suoi brillanti colori rosso-verde, la brulla Baia delle Orte fino a giungere al Faro di Punta Palascìa, il punto più ad oriente d’Italia conosciuto anche come Capo d’Otranto. Questo faro è protetto dalla Commissione Europea ed è protagonista della prima alba di ogni nuovo anno.

 

Continuando il percorso verso sud e rimanendo in agro di Otranto incontriamo Porto Badisco, paradiso naturale e testimonianza di storia millenaria: qui si narra infatti che approdò Enea, in fuga da Troia. Riveste un ruolo ancora più importante però la Grotta dei Cervi, chiamata anche la “Sistina del Neolitico”. Si suppone che le pitture preistoriche della grotta avevano una funzione didattica-educativa per i preadolescenti, selezionati personalmente dallo sciamano e rappresentavano ghirigori, labirinti, segni astrali e sciamani.

 

A 7 km a sud di Porto Badisco si incontra Santa Cesarea Terme, l’unica stazione idrotermale salentina, a strapiombo sul mare. Le sue acque curative, ricche di iodio, bromo e zolfo, sgorgano da quattro grotte: la Gattulla, la Solfatara, la Solfurea e la Fetida. Prima di tuffarvi nel suo mare blu, vi consigliamo una passeggiata nel suo centro urbano ricco di villette liberty e orientaleggianti come Villa Sticchi, Palazzo Tamborino e Villa Raffaella.

 

Continuando il percorso possiamo osservare come la costa diviene sempre più rocciosa, frastagliata, degrada verso il mare in terrazze. Le sue acque sono cristalline e l’entroterra è ricoperto di macchia mediterranea. Si giunge così a Castro, città ricca di grotte naturali come la Grotta Zinzulusa.

 

Prima di giungere a Santa Maria di Leuca, però ci accolgono con le loro sfumature di azzurro e i loro graziosi centri cittadini Marina di Marittima, Porto Tricase, Marina Serra e il fiordo del Ciolo che ci conducono alla scoperta della punta estrema dello stivale: S. Maria di Leuca.

Finis Terrae si innalza su un’elevata rupe calcarea e la leggenda narra che dove oggi sorge la Basilica Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, in passato vi fosse un tempio dedicato a Minerva. La cittadina fu poi cristianizzata dall’apostolo Pietro in viaggio verso Roma. Il santuario a tal proposito secondo la superstizione locale, è un luogo propedeutico per accedere al paradiso. Leuca, inoltre, è famosa per le sue eleganti ville, come Villa La Meridiana, Villa Episcopo, Villa de Francesco, e tante altre che conducono il viaggiatore verso la Cascata Monumentale, parte terminale dell’Acquedotto Pugliese.